Si è conclusa l’edizione 2021 di FEGE, festival dell’editoria e del giornalismo emergente

Si è conclusa la terza edizione di FEGE, festival dell’editoria e del giornalismo emergente, accolta dal Comune di Bobbio nella figura del Sindaco, Roberto Pasquali che,  sul palco dell’evento. ha sancito un gemellaggio tra la sua città e Vibo Valentia “Capitale Italiana del libro 2021”, rappresentata dal suo Sindaco, Maria Limardo, presente alla manifestazione nell’ ottica di uno scambio culturale volto a migliorare la collaborazione territoriale tra il Sud e il Nord del Nostro Paese.

L’ideatore e direttore artistico della manifestazione Piero Muscari, ha presentato di volta in volta gli ospiti che si sono susseguiti nel corso della serata e con loro ha dialogato ponendo in rilievo l’importanza del giornalismo libero. Anche durante questa edizione sono stati consegnati i premi intitolati a un indimenticabile nome del giornalismo italiano, Oliviero Beha.

La manifestazione si è aperta proprio con Germana Beha che ha ricordato il padre.

Siamo cresciuti a pane e libertà” ha detto con orgoglio e consapevole della responsabilità e dell’impegno che questa parola richiede a chi vuole farne la propria cifra caratteristica.

“Come famiglia scegliamo di ricordarlo con chi segue  quella che era la sua idea”, ha dichiarato rendendo merito a un palco come quello di FEGE.

Ma “Questo non è un Paese per giornalisti giornalisti, è un Paese per giornalisti impiegati

Questa frase è tratta dal dialogo tra Sasà, e Giancarlo Siani (interpretato da Libero De Rienzo recentemente scomparso), in Fortapàsc (film di Marco Risi del 2009). Frase forte ed esemplificativa, inserita come clip video nel corso della serata dedicata all’editoria e al giornalismo emergente, durante l’intervento di Riccardo Iacona, premiato sul palco di FEGE per il suo indefesso impegno a favore di un’informazione che si riprenda il vero ruolo, che “non abbandoni le notizie per farsi guidare dall’agenda della politica, il giornalismo non è lavoro di servizio, per quello ci sono gli addetti stampa, quello non è giornalismo”

Giovanni Rossi, presidente del Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti dell’EmiliaRomagna, ha evidenziato e portato sul palco di FEGE, Valerio Lo Muzio per lo scoop del video del figlio di Matteo Salvini ripreso mentre era su una moto d’acqua della polizia. Il giovane giornalista ha, a sua volta, dedicato il premio appena ricevuto a tutti quei giornalisti che per svolgere liberamente il proprio ruolo rischiano minacce, accuse a volte anche fisiche come di recente Francesco Giovannetti (assalito durante una manifestazione no green pass).

Ecco quindi che continua a imporsi il premio come riconoscimento a quel giornalismo coraggioso.

Non è giornalista come tiene a puntualizzare Michela Murgia con la consueta grinta e ironia, ma è senz’altro una tra le voci femminili più coraggiose e d’impatto per quanto riguarda la scrittura ma anche il modo di comunicare che difende a spada tratta soprattutto mettendo in luce l’importanza dell’adeguatezza dell’uso dei termini se si vogliono portare avanti battaglie come quella femminista. “Vorrei vivere in un Paese in cui le donne non debbano aver bisogno di fare paura”.

Con FEGE ogni anno dal 2018 si porta avanti l’idea di un giornalismo vero, libero ed efficace che sappia arrivare al cuore dei fatti e instaurare un dialogo chiaro e senza filtri con chi legge.

Fondamentale arrivare anche a smuovere quella curiosità nel sapere di cui ha parlato Germana Beha e dialogare con il pubblico giovane, intento di Open un giornale on line fondato nel 2018 da Enrico Mentana che, come racconta David Puente, presente sul palco a ritirare il premio, vuole riportare i giovani al giornalismo e il giornalismo ai giovani.

In tema di nuove frontiere del giornalismo che si sposta sempre più dalla carta stampata e la tv verso internet attraverso smartphone e tablet è bene ricordare che se tutti possono generare notizie non tutti possono fare informazione, nel senso che è fondamentale una verifica dei fatti problematica che non può essere tralasciata ma che deve diventare un punto fondamentale.

Michelangelo Tagliaferri, sociologo della comunicazione, membro del comitato scientifico di FEGE, parla di FEGE  come un sogno che getta le basi per poterlo realizzare “dobbiamo dar vita alla connettività dell’intelligenza” dice, e ribadisce l’importanza e la sfida da raccogliere alla digitalizzazione che deve essere un impegno collettivo.

Festival Editoria e Giornalismo Emergente