Ho coltivato una speciale diffidenza per chi si compiace di dire sempre quello che pensa. Temo con ogni fibra quel tipo di persona che è pronta a scambiar eper pensiero il moto casuale di tutto quello che gli passa per la testa e chiama sincerità l’incapacità di controllarlo.

Michela Murgia

Per guardarla ecco il suo intervento durante FEGE.

Michela Murgia “Il patriarcato funziona un po’ come un virus”
Non è giornalista, come tiene a puntualizzare Michela Murgia con la consueta grinta e ironia, ma è senz’altro una tra le voci femminili più coraggiose e d’impatto per quanto riguarda la scrittura ma anche il modo di comunicare che difende a spada tratta, mettendo in luce l’importanza dell’uso dei termini se si vogliono portare avanti battaglie come quella femminista. Dichiara un rapporto conflittuale con chi produce linguaggi di massa, soprattutto su temi come il femminicidio.
L’informazione tradizionale se ne frega del pensiero delle donne, dice e alterna momenti di riflessione molto seri con brillanti note ironiche sull’argomento, come quando afferma “quando il gioco si fa duro il maschio inizia a giocare”. O quando dice “Il patriarcato funziona un po’ come un virus… il femminismo si presenta in forma di vaccino”.
Perché purtroppo siamo in un Paese in cui le donne devono urlare per farsi sentire e Michela Murgia confessa “Vorrei vivere in un Paese in cui le donne non debbano aver bisogno di fare paura”.

Biografia

Ha frequentato l’istituto tecnico industriale. Fra le varie esperienze lavorative precedenti all’attività di scrittrice, quella di insegnante di religione nelle scuole, di venditrice di multiproprietà, di operatrice fiscale, di dirigente amministrativa in una centrale termoelettrica e quella di portiera di notte. Nel suo primo libro, Il mondo deve sapere, dapprima concepito e praticato come un blog, ha raccontato in chiave satirica la realtà degli operatori di telemarketing all’interno del call center di un’importante multinazionale (Kirby Company), descrivendo lo sfruttamento economico e la manipolazione psicologica a cui sono sottoposti tali lavoratori precari. Dal libro è stata tratta l’opera teatrale Il mondo deve sapere (di David Emmer, con Teresa Saponangelo) e ha ispirato la sceneggiatura del film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì con Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Elio Germano, Valerio Mastandrea e Massimo Ghini.

Di formazione cattolica, è stata animatrice nell’Azione Cattolica, nel ruolo di referente regionale del settore giovani. Ha ideato uno spettacolo teatrale rappresentato nella piana di Loreto al termine del pellegrinaggio nazionale dell’Azione Cattolica del settembre 2004, al quale ha assistito anche Papa Giovanni Paolo II. Aveva un blog, Il Mio Sinis, nel quale descriveva, anche con fotografie, la penisola del Sinis. Nel 2007 è già, con un suo scritto, tra i 42 scrittori riuniti da Giulio Angioni in Cartas de logu: scrittori sardi allo specchio. Nel 2008 pubblica per Einaudi Viaggio in Sardegna, una guida letteraria a luoghi meno noti dell’isola. Nel 2009 pubblica, sempre per Einaudi, il romanzo Accabadora, una storia che intreccia nella Sardegna degli anni cinquanta i temi dell’eutanasia e dell’adozione. Il romanzo è uscito in traduzione tedesca nel 2010 per l’editore Wagenbach e poi in un’altra trentina di lingue. Nel 2011 il free climber Maurizio Zanolla, in arte Manolo, ha intitolato al romanzo Accabadora un settore di arrampicata a Gutturu Cardaxius, da lui aperto in Sardegna con Bruno Fonnesu.

Con Accabadora ha vinto la sezione narrativa del Premio Dessì nel 2009. Di questo romanzo è uscito nel 2010 anche l’audiolibro, letto da lei stessa per la casa editrice Emons Audiolibri. Nel 2010, sempre con Accabadora, vince il SuperMondello nell’ambito del Premio Mondello e nel settembre dello stesso anno vince il Premio Campiello. Nel 2011 pubblica, per Einaudi, Ave Mary. E la chiesa inventò la donna. Dal libro hanno tratto ispirazione i Punkreas per il testo Santa Madonna, scritto per Fedez e contenuto nell’album Mr. Brainwash del 2013.

Nel 2012, sempre da Einaudi, pubblica L’incontro e un racconto all’interno dell’antologia Presente (AA.VV.). Sempre nello stesso anno, per conto di Caracò Editore, pubblica, all’interno dell’antologia Piciocas. Storie di ex bambine dell’Isola che c’è, il racconto L’aragosta. Nel 2013 ha pubblicato per i tipi di Laterza il pamphlet contro il femminicidio scritto a quattro mani con Loredana Lipperini e intitolato L’ho uccisa perché l’amavo: falso! Nell’ottobre del 2015 esce per Einaudi il romanzo Chirú. Nella primavera del 2016, ancora per Einaudi, dà alle stampe il pamphlet Futuro Interiore sui temi dell’identità, del potere e della democrazia. Nella stagione televisiva 2016-17 partecipa alla trasmissione Quante storie di Rai 3 con una rubrica quotidiana di recensioni letterarie e consigli librari. Dal 30 settembre 2017 al 4 novembre 2017 ha condotto, il sabato pomeriggio su Rai 3, Chakra.

Nel 2018 ha pubblicato per le edizioni Marsilio il memoir letterario L’inferno è una buona memoria, ispirato al romanzo Le nebbie di Avalon di Marion Zimmer Bradley. Due mesi dopo viene dato alle stampe per i tipi di Einaudi il pamphlet politico Istruzioni per diventare fascisti, che viene tradotto in cinque lingue. Nel febbraio del 2019 esce per le edizioni Adriano Salani la raccolta di storie illustrate Noi siamo tempesta, che nello stesso anno vince il premio Morante e la menzione speciale della giuria del premio Andersen.

Nel 2019, a quattro mani con Chiara Tagliaferri, pubblica per i tipi di Mondadori la raccolta di racconti biografici Morgana, storie di ragazze che tua madre non approverebbe, tratto dall’omonimo podcast della piattaforma Storie Libere che le due autrici realizzano insieme dal 2018. Nello stesso anno contribuisce all’antologia Le nuove Eroidi per Harper Collins, con il racconto Elena. Dal settembre 2019 all’agosto del 2020 ha condotto a Radio Capital, insieme ad Edoardo Buffoni, la trasmissione serale quotidiana TgZero, fino al gennaio 2019 condotta da Vittorio Zucconi.

Il 7 dicembre 2020, la prima del Teatro alla Scala di Milano è stata trasmessa in televisione a porte chiuse, a causa dell’emergenza Covid. L’evento è diventato simbolo della pandemia, perché l’unico precedente storico di una prima della Scala saltata coincide con i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Michela Murgia è stata invitata ad aprire l’evento con un discorso agli spettatori, diventato anch’esso simbolo di speranza e cambiamento.

Da gennaio 2021 Murgia cura L’Antitaliana, la storica rubrica de L’Espresso nata negli anni ’80 e curata prima da Giorgio Bocca e poi da Roberto Saviano; Murgia è la prima donna a firmare questa rubrica.

Teatro
Nel 2016, per la produzione del Teatro di Sardegna, scrive due testi teatrali che vanno in scena al Teatro Massimo di Cagliari. Uno è la distopia in tre atti Cento, per la regia di Marco Sanna con Lia Careddu, Felice Montervino, Isella Orchis, Leonardo Tomasi e Francesca Ventriglia. L’altro è il monologo in lingua sarda Spadoneri, portato in scena e diretto da Elio Turno Arthemalle. Nel novembre dello stesso anno al Centro Congressi Giovanni XXIII di Bergamo viene realizzata, per la regia di Serena Sinigaglia, la lettura scenica del suo testo Caterina da Siena, scritto con Elena Maffioletti e interpretato da Arianna Scommegna.

Nel settembre 2017, per la produzione del teatro di Roma, il suo testo Festa nazionale viene inserito nel progetto collettivo Ritratto di una nazione, in cui assieme a Murgia partecipano altri drammaturghi italiani come Vitaliano Trevisan e Marco Martinelli, e va in scena con la regia di Fabrizio Arcuri e l’interpretazione di Arianna Scommegna e Fonte Fantasia[17]. Nello stesso anno debutta al Teatro Biblioteca Quarticciolo lo spettacolo Accabadora tratto dal romanzo omonimo, con l’adattamento di Carlotta Corradi, la regia e la produzione di Veronica Cruciani e del Teatro Donizetti di Bergamo e l’interpretazione di Monica Piseddu. Nello stesso anno debutta anche al Teatro Eliseo di Nuoro come attrice, interpretando il ruolo di Grazia Deledda nello spettacolo Quasi Grazia, scritto da Marcello Fois e prodotto dal Teatro di Sardegna per la regia di Veronica Cruciani, insieme a Marco Brinzi, Valentino Mannias e Lia Careddu.

Dal 2018 porta in scena due produzioni teatrali: Istruzioni per diventare fascisti, tratto dal suo omonimo libro e accompagnato dalle musiche di Frantziscu Medda Arrogalla, e Dove sono le donne, un monologo sull’assenza di rappresentanza di genere nelle istituzioni della politica, della cultura e della magistratura.

Opere
Saggistica

  • Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, Torino, Einaudi, 2008.
  • Ave Mary. E la chiesa inventò la donna, Torino, Einaudi, 2011.
  • L’ho uccisa perché l’amavo (falso!), con Loredana Lipperini, Roma-Bari, Laterza, 2013.
  • Futuro interiore, Torino, Einaudi, 2016.
  • Persone che devi conoscere, Padova, Messaggero di Sant’Antonio, 2018.
  • L’inferno è una buona memoria. Visioni da «Le nebbie di Avalon» di Marion Zimmer Bradley, Venezia, Marsilio, 2018.
  • Istruzioni per diventare fascisti, Torino, Einaudi, 2018.
  • Stai Zitta, e altre nove frasi che non vogliamo sentire più, Torino, Einaudi, 2021.

Narrativa

  • Il mondo deve sapere. Romanzo tragicomico di una telefonista precaria, Milano,
  • Accabadora, Torino, Einaudi, 2009.
  • L’incontro, Milano, Corriere della Sera, 2011.
  • Chirú, Torino, Einaudi, 2015.
  • Noi siamo tempesta, Milano, Salani, 2019.
  • Morgana. Storie di ragazze che tua madre non approverebbe, con Chiara Tagliaferri, Milano, Mondadori, 2019.

Contributi

  • Presente, con Andrea Bajani, Paolo Nori e Giorgio Vasta, Torino, Einaudi, 2011.
  • L’aragosta, in Piciocas. Storie di ex bambine dell’Isola che c’è, Bologna-Napoli, Caracò, 2012.
  • L’eredità, in Sei per la Sardegna, Torino, Einaudi, 2014.
  • Elena, in Le nuove Eroidi, Milano, Harper Collins, 2019.

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