Nato nel 1957, Sallusti è nipote di Biagio Sallusti, tenente colonnello del Regio Esercito che dopo l’armistizio aveva aderito alla Repubblica Sociale Italiana e che fu giustiziato dai partigiani per aver presieduto il Tribunale speciale che aveva condannato alla fucilazione il partigiano Giancarlo Puecher Passavalli[1][2]. Perito chimico-tessile e giornalista professionista dal 1981,ha lavorato nel 1987 a il Giornale con Indro Montanelli, ed è poi passato a Il Messaggero, ad Avvenire e al Corriere della Sera. È stato vicedirettore de Il Gazzettino di Venezia e direttore de La Provincia di Como. È stato condirettore e, dal gennaio 2007 al 15 luglio 2008, direttore responsabile di Libero, che lascia per diventare editore e direttore de L’Ordine di Como, l’ex quotidiano della diocesi comasca, al quale aveva lavorato da giovane, che torna quindi a essere pubblicato.[8]

Il 21 agosto 2009 lascia la direzione de L’Ordine, restando come editorialista, per ricoprire il ruolo di condirettore de il Giornale, accanto a Vittorio Feltri. Dal 24 settembre 2010 Sallusti ha assunto la carica di direttore responsabile del quotidiano di Paolo Berlusconi, mentre Feltri è nominato direttore editoriale, incarico che lascia il 21 dicembre per tornare a Libero.

Dal 2009 diviene un volto televisivo, curando una rubrica del programma televisivo Mattino Cinque. Attualmente è ospite ricorrente delle tribune politiche di Rai, Mediaset e LA7. Nel 2011 ha vinto, tra le polemiche, il premio Penisola Sorrentina “Arturo Esposito” per il giornalismo; a conferirgli il premio è stato il presidente della Giuria, Magdi Cristiano Allam.

Dal 2017 al 2021 è stato direttore del sito di informazione on line InsideOver, collegato alla versione online de Il Giornale.

Il 13 maggio 2021 ha ufficialmente lasciato dopo 11 anni la direzione de Il Giornale per ritornare alla guida di Libero come direttore responsabile.

Sempre nel 2021 scrive assieme all’ex magistrato Luca Palamara il libro Il sistema, su alcuni scandali avvenuti all’interno della magistratura. Il libro, pur suscitando molte polemiche, ha riscosso talmente tanto successo da essere stato rappresentato anche in un’opera teatrale a cura di Edoardo Sylos Labini. Nel 2022 esce Lobby & Logge, un nuovo capitolo dedicato agli scandali della magistratura e scritto sempre assieme a Palamara.